“Uno sgombero che i cittadini attendevano da anni” lo dichiara con una nota Fabrizio Santori (PdL), consigliere comunale di Roma, in merito all’odierno sgombero dell'insediamento rom vicino Largo Giovanni Battista Marzi di fronte al Villaggio Globale e all’ex mattatoio di Roma a Testaccio che aggiunge “ringraziamo la Questura di Roma e la Polizia Municipale per l’impegno e la professionalità che profondono nelle azioni di rispetto della legalità”.
“L’azione congiunta per la sicurezza della città intrapresa dal sindaco Alemanno, nonostante le numerose difficoltà, prosegue con incessante ritmo e senza indugi né condizionamenti, – conclude la nota - la strada per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati è ardua e complessa ma la nostra volontà di rispettare gli impegni con i cittadini rimane un chiodo fisso difficile da rimuovere”.
Roma, 06/06/08
NOMADI, IN CORSO SGOMBERO CAMPO ROM FORO BOARIO -2- (OMNIROMA) Roma, 06 giu - (SEGUE). È cominciato intorno alle 07.30 di questa mattina lo sgombero dell'insediamento rom vicino Largo Giovanni Battista Marzi di fronte al Villaggio Globale. Centocinquanta persone circa, 50 minori e 70 adulti di nazionalità italiana. Le operazioni di sgombero sono coordinate dal dirigente dell'ufficio prevenzione generale della questura, Raffaele Clemente e coadiuvate dai vigili urbani dell'VIII gruppo comandati da Antonio Di Maggio. I rom, con le loro 30 roulotte, occupano lo spazio di fronte al Villaggio Globale dal 10 maggio 2007 e sono tutti di nazionalità italiana e molti bambini frequentano la scuola elementare di Testaccio. Prima dello spazio su Lungotevere i rom occupavano la grande area all'interno del Campo Boario da cui furono allontanati per lasciare il posto alla «Città dell'altra economia». «L'amministrazione un anno fa si impegnò allora a trovarci una sistemazione» racconta Aldo Hudorovic, uno dei capi della comunità, mostrando un foglio firmato dal V dipartimento in cui, in data 10 maggio 2007, si legge che l'amministrazione «si impegna a intraprendere una ricognizione sulle aree disponibili», «questo è un abuso - continua Hudorovic - ci sono bambini che vanno a scuola qui a Testaccio». «Sono integrati nel quartiere - racconta Alessia, del Villaggio Globale - sono caldarash, sono qui dal 1989 con loro abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto». Al momento lo sgombero procede lentamente perché molte delle roulotte-casa non possono essere trasportate via. Intanto un gruppo di poliziotti ha perlustrato anche le sponde del Tevere per una bonifica preliminare.
NOMADI: UN NUOVO SGOMBERO TRA LE POLEMICHE A ROMA / ANSA ROM E SINTI DOMENICA SFILERANNO IN CORTEO, 'NO AL RAZZISMÒ (ANSA) - ROMA, 6 GIU - Un nuovo sgombero di un campo nomadi a Roma ha provocato polemiche tra maggioranza ed opposizione e di fatto lo stop dell'operazione di polizia per oltre 12 ore perchè proprio all'indomani dell'annuncio del prefetto di Roma, commissario delegato dal Governo per l'emergenza nomadi, Carlo Mosca, che fino ad ottobre nella capitale non ci sarebbero stati sgomberi per realizzare il censimento delle presenze. In serata il campo è stato svuotato delle roulotte e i nomadi, scortati dalla polizia municipale, sono stati portati in periferia. Questo proprio nel giorno che rom e sinti della capitale e della provincia hanno deciso di sfilare domenica in corteo a Roma. «Non siamo abituati a manifestare e a fare un corteo, ma - hanno detto i rom - non ci resta che gridare il nostro dolore per quello che sta accadendo in Italia». Ad essere stata allontanata oggi è una comunità di circa 120 persone, sinti, calderari e rom, tutti con cittadinanza italiana, che da circa un anno vivevano in prossimità del Foro Boario, l'ex mattatoio nel quartiere Testaccio, in una strada appartata che costeggia la Città dell'Altra Econonomia, il centro sociale Villaggio Globale, la facoltà di architettura di Roma Tre, il museo Macro e tanti pub e locali notturni. L'operazione compiuta dalla questura e dalla polizia municipale è cominciata alle 6 con l'interruzione dell'acqua e della luce e l'identificazione delle persone, ma la soluzione è stata trovata soltanto alle 21, dopo estenuanti trattative. La prima area proposta ai nomadi, quella di Castel Romano sulla Pontina è stata rifiutata dagli abitanti del campo perchè definita «insalubre, troppo affollata e distante, soprattutto per i bambini che vanno a scuola». Ma alle 21 i nomadi hanno accettato un'area a Tor Vergata definita «soluzione temporanea in attesa di un incontro con l'amministrazione». I rappresentanti dei nomadi si sono detti «contenti della nuova sistemazione» che sono andati personalmente a visionare e hanno ringraziato gli autori della mediazione. L'area di Testaccio, hanno spiegato gli abitanti del campo,«doveva essere provvisoria e invece è andata avanti per oltre un anno. Prima, per 15 anni abbiamo vissuto dentro l'ex mattatoio, da dove ci hanno sgomberato promettendoci una soluzione migliore». All'interno dell'insediamento, pulito e ben tenuto, le famiglie abitavano in roulotte ampie e confortevoli, con molte automobili di grossa cilindrata. Hanno detto di lavorare «in alberghi, ristoranti, come decoratori di metalli e restauratori». Massimo, che alcuni indicano come il capo della comunità ha spiegato di «comprare e vendere automobili per vivere». Tra loro ci sono circa 40 minori. I bambini, secondo le testimonianze di alcuni operatori sociali, «vanno tutti a scuola e sono perfettamente integrati con i loro compagni di classe». Proprio i bambini sono stati protagonisti della giornata con cori ed in serata hanno anche regalato ai poliziotti mazzi di fiori rosa pur di non essere allontanati. Per il sindaco di Roma Gianni Alemanno la polemica è «pretestuosa perchè è un intervento deciso da tempo, di piccola entità, fortemente richiesto dai cittadini della zona, che interviene in una situazione evidentemente illegale. C'è bisogno di un progetto complessivo, a cui sta lavorando il prefetto e su cui stiamo lavorando con l'Opera Nomadi». Sullo sgombero il segretario nazionale dei radicali Rita Bernardini, deputata del Pd, presenterà un'interrogazione perchè «è una violazione» del Patto internazionale sui diritti sociali. Per il responsabile nazionale immigrazione del Prc Stefano Galieni, «c' è stato un atto di antiziganismo a due giorni dalla manifestazione dei nomadi a Roma». E proprio al Foro Boario, dove c'era il campo sgomberato, si concluderà domenica il corteo dei rom. Partirà dal Colosseo e «dirà no al razzismo e al genocidio culturale».(ANSA).