 | Info dalla Regione: LISTA PDL E RINVIO. DOMANI ULTIMA DECISIONE CONSIGLIO DI STATO |
Regionali/ Lista Pdl e rinvio, in mano a Consiglio Stato -puntoValuterà ammissione lista e applicabilità decreto salva-listeda APCOM
Tutto dipende dal Consiglio di Stato: sia l'ammissione della lista Pdl per la Provincia di Roma, che l'eventuale rinvio delle elezioni nel Lazio. Domani infatti di fronte ai giudici della quinta sezione di Palazzo Spada si celebrerà una nuova udienza urgente dedicata ai ricorsi legati alle prossime elezioni regionali. Il più importante riguarda quello della lista Pdl, respinto già a più riprese da tribunale, Corte d'appello e Tar. Anche il Consiglio di Stato ha già esaminato una volta l'istanza del centrodestra, sabato scorso, giudicandola "improcedibile" perché la richiesta era quella di ripresentare la lista, possibilità che era già stata concessa grazie all'applicazione del decreto salva-liste. Sul fatto, però, che le foto e le testimonianze portate dal Pdl non possano essere sufficienti a far riammettere la lista che l'ufficio elettorale, dopo il nuovo deposito, aveva nuovamente respinto, il Consiglio di Stato non si è espresso.
Perciò la sua decisione non è scontata. Inoltre il Consiglio di Stato non ha espresso alcuna valutazione sull'applicabilità del decreto salva-liste, prendendo solo atto che per il momento era già stato applicato. Provvedimento che rimane pienamente in vigore, perchè ieri, nel frattempo, la Corte costituzionale ha respinto la richiesta, avanzata dalla Regione Lazio, di sospenderne l'efficacia. Con una motivazione, però, tutt'altro che favorevole al centrodestra: per i giudici infatti "l'eventuale sospensione dell'efficacia del decreto legge impugnato non potrebbe rimuovere in via definitiva la condizione di precarietà che caratterizza l'imminente competizione elettorale, in ragione della vigenza di un decreto legge non ancora convertito ed al momento già oggetto di ulteriore ricorso in via principale dinanzi a questa Corte". Una "condizione in sé suscettibile di generare gravi incertezze che si potrebbero ripercuotere sull'esercizio di diritti politici fondamentali e sull'esito stesso delle elezioni" che "permarrebbe con identica gravità, ove fosse accolta la domanda cautelare". Insomma, il decreto ha innescato un caos tale che anche la sua sospensione non potrebbe più rimediarvi. Risultato, il decreto rimane in vigore e la partita si gioca ora sulla sua applicabilità nella Regione Lazio: un problema dal quale dipende anche il possibile rinvio delle elezioni, chiesto da Vittorio Sgarbi. La Regione Lazio, infatti, sta valutando la possibilità di utilizzare proprio il decreto salva-liste, che finora invece aveva sempre duramente contestato, per scongiurare lo slittamento del voto. Solo per queste elezioni, il provvedimento riduce i giorni di campagna elettorale garantiti da 15 a 6. Il che permetterebbe di far rientrare la riammissione della lista Rete Liberal Sgarbi, decisa mercoledì dal Tar, nei tempi consentiti. Ora perciò le parti si rovesciano: la Regione studia la possibilità di applicare il decreto, mentre il centrodestra preferirebbe il rinvio del voto. "La lista Sgarbi - ha commentato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che aveva fortemente voluto il decreto - è stata riammessa e ha certamente diritto di poter profittare di altri giorni di campagna elettorale". Dello stesso avviso il sindaco di Roma, Gianni Alemanno: il 6 marzo aveva accolto il provvedimento spiegando che sarebbe stato "un passo avanti decisivo per dare a tutti i romani la possibilità di votare", oggi sottolinea che altri 15 giorni di campagna elettorale "sarebbero molto utili".
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