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 Approfondimenti: FMI: UE COMPLETI UNIONE MONETARIA

EconomiaFMI: UE COMPLETI UNIONE MONETARIA, RAFFORZI GOVERNANCE/ANSA TASSI POSSONO RESTARE BASSI; RICETTA IN 5 PUNTI (ANSA) - NEW YORK, 7 giu - Politiche di bilancio non sostenibili in alcuni paesi, ritardi nella ristrutturazione del sistema finanziario e deficit di governance: queste le cause dell'attuale crisi di Eurolandia, che deve ora assumere «azioni decisive per completare il progetto di Unione Monetaria». Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) fornendo la propria ricetta all'area euro per uscire dalle attuali difficoltà.

Una ricetta in cinque punti, dal risanamento dei conti pubblici al sostegno alla crescita, passando per la riforma della finanza, il rafforzamento della governance economica e il completamento dell'architettura economica europea. «Il contesto fiscale dell'area euro deve essere rafforzato per giungere alla necessaria responsabilità di bilancio richiesta da un'unione monetaria ben funzionante. Il Patto di Stabilità e Crescita non ha incoraggiato gli Stati membri ad approfittare dei periodi buoni per far scendere il debito a livelli prudenti. E questo riflette - osserva il Fmi - una fondamentale debolezza nella prevenzione che va rapidamente risolta». «Il problema di vecchia data di una crescita anemica dell'area euro va affrontato e risolto: una crescita più elevata è essenziale per assicurare una sostenibilità di bilancio e rafforzare la coesione dell'area» precisa il Fondo nel documento finale diffuso al termine della missione degli ispettori dell'istituto di Washington per valutare le politiche dell'area euro. Anche prima delle recenti difficoltà, «la crescita dell'area euro era prevista essere moderata, incerta e caratterizzata da un'elevata e persistente disoccupazione e da investimenti ridotti. Nonostante le politiche di bilancio, finanziarie e monetarie adottate» durante la crisi e che hanno «stabilizzato la domanda, la crescita nell'area euro resta debole e a diverse velocità fra i singoli stati». Sulle prospettive di crescita europee gravano rischi al ribasso, in primis «i timori sulla sostenibilità di bilancio»: «credibili aggiustamenti di bilancio devono essere centrali» nella risposta all'attuale crisi. «Per tutti i paesi servono sforzi ulteriori per invertire, nel medio termine, la dinamica sfavorevole del debito» aggiunge il Fmi, mettendo in evidenza che in questo processo è necessario prestare «attenzione alla qualità e alla composizione dell'aggiustamento, così da massimizzare il sostegno alla crescita». Fra le riforme strutturali fondamentali per la ripresa economica di Eurolandia, figurano un'ulteriore liberalizzazione del settore dei servizi e il rendere più efficiente il mercato del lavoro: «un rinnovato impegno alla liberalizzazione degli scambi e a evitare forme di protezionismo sarebbe il benvenuto» precisa il Fondo, costatando la necessità di «assicurare la stabilità del sistema bancario dell'area. Più in generale, la riforma del settore finanziario resta una priorità e deve essere coordinata, sia all'interno dell'Europa sia a livello globale». Osservando la positiva a forte azione della Bce, il Fmi ritiene che il costo del denaro possa mantenersi a un «livello basso» visto che «i rischi alla stabilità dei prezzi sono remoti».

CRISI:UNGHERIA PREPARA TAGLI, NON SIAMO LA NUOVA GRECIA/ANSA PIANO BUDAPEST NON DETTAGLIA MISURE;UE E FMI, NO RISCHIO DEFAULT (ANSA) - ROMA, 7 GIU - Dopo il disastro della scorsa settimana, con il rischio di un default evocato dallo stesso governo, l'Ungheria corre ai ripari e promette tagli alla spesa per scongiurare una nuova tempesta finanziaria. Ma i mercati restano alla finestra, ancora scettici in mancanza di dettagli su come Budapest metterà mano al suo bilancio per mettersi al riparo dalla speculazione finanziaria. Il governo ha deciso di stringere i tempi e a sorpresa ha indetto una conferenza stampa dichiarandosi pronto a fare «tutto il necessario» per ridurre il disavanzo, comprese riforme strutturali, e dando prime indicazioni sugli interventi in materia di fisco. Le prime linee di intervento di Budapest sono state anticipate dal segretario di stato ungherese Mihaly Varga, che ha garantito che l'Ungheria farà «tutto il necessario» per tenere sotto controllo il deficit di bilancio e l'intera economia, comprese riforme strutturali. Allo studio ci sarebbe una riforma del fisco con tre sole aliquote sui redditi (16%, 19% e del 20%) da cui ci si attende un sostegno all'occupazione. Per ora invece, i tecnici del governo non hanno affrontato la questione dei fondi pensione, fra i temi che verranno affrontati dalla missione ufficiale degli esperti del Fondo monetario internazionale in arrivo ad agosto. Già nel 2008, l'Ungheria era stata salvata dal tracollo da una linea di credito di 20 miliardi di euro concessa dal Fmi e dall'Ue. Ma a escludere categoricamente il rischio bancarotta, correggendo decisamente il tiro rispetto alle improvvide dichiarazioni del governo che venerdì hanno fatto precipitare l'euro, è stato il ministro dell'economia ungherese, Gyoergy Matolcsy : «l'Ungheria non è nella stessa situazione della Grecia, manterremo il controllo della spesa pubblica», ha promesso, aggiungendo che l'altro obiettivo del governo è quello del il rilancio del Paese attraverso una riduzione della burocrazia e un'accelerazione degli investimenti con i fondi europei. Budapest ha potuto contare anche sui altri messaggi rassicuranti inviati dall'Unione europea e dal Fondo monetario Internazionale. «Non si può comparare la situazione dell'Ungheria a quella della Grecia» ha detto il commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn, gettando acqua sul fuoco in merito alle preoccupazioni per lo stato delle finanze pubbliche ungheresi. La questione sarà discussa oggi pomeriggio nel corso della riunione dell'Eurogruppo a Lussemburgo dove il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, è sceso in campo per chiarire che non c'è «alcun particolare elemento di paura» riguardo alla possibilità di un default dell'Ungheria. Molti operatori restano scettici e sono pronti a scommettere su nuovi attacchi speculativi, fino a quando - dicono - non arriveranno i dettagli sul piano di risanamento fiscale del Paese. Per il momento i mercati restano alla finestra, e dopo il tracollo di venerdì, oggi il fiorino ungherese ha recuperato un (+1,4%) sull'euro (a 284,82), dopo che nel corso della mattinata si erano inasprite le tensioni sul mercato dei titoli di stato con lo spread dei bond decennali dei Paesi ritenuti a rischio debito in ulteriore allargamento rispetto al solido bund tedesco.



 
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