 |
| Eventi |  |
| Fabrizio SANTORI |  |
| PARTECIPA |  |
| IN EVIDENZA |  |
| Chi è in linea |  |
In questo momento ci sono, 39 Visitatori(e) e 0 Utenti(e) nel sito.
Non ci conosciamo ancora? Registrati gratuitamente Qui | |
| SPRAZZI DI WEB |  |
|  |
 | Segnalazioni: A ROMA VIGILESSA SEQUESTRA BORSE, AMBULANTE DENUNCIA FURTO |
LA COLLEGA CHIARIRÀ TUTTO AL MAGISTRATO (ANSA) - ROMA, 11 GIU - A Roma una vigilessa è stata identificata dai carabinieri del nucleo per l'ispettorato del lavoro dopo aver sequestrato due borse contraffatte in piazza di Spagna. L'episodio è successo intorno alle 13 di oggi, all'uscita della metro di Piazza di Spagna. Secondo quanto si è appreso, l'agente della polizia municipale, ancora in borghese, mentre stava per cominciare il suo orario di lavoro si è imbattuta in due ambulanti abusivi bengalesi che sono poi scappati, facendo cadere due borse. La vigilessa è poi entrata con le due borse in un ufficio nella piazza per cambiarsi e indossare la divisa, ma nel frattempo uno dei due ambulanti bengalesi si è rivolto ai carabinieri denunciando il furto delle borse.
Dopo l'arrivo della vice comandante della Municipale Donatella Scafati, la vigilessa è stata poi accompagnata al comando del I gruppo dei vigili, dove anche davanti ai carabinieri ha chiarito quanto è successo spiegando che si è trattato del sequestro di merce. «Non c'è stato nessun fermo - ha spiegato il comandante del corpo della polizia municipale di Roma, Angelo Giuliani - La collega chiarirà tutto la prossima settimana al magistrato». (ANSA). Y4J-RO 11-GIU-10
VIGILESSA FERMATA, DI BELLA: «COLLEGA 'COLPEVOLÈ DI CONTRASTO ABUSIVISMO» (OMNIROMA) Roma, 11 giu - «Esprimo tutta la mia solidarietà e vicinanza alla collega, che ha dimostrato senso del dovere, e che è stata 'colpevolè di avere contrastato con fermezza la vendita di merce abusiva». Così Gabriele di Bella, storico rappresentante sindacale e istruttore della Municipale di Roma, sul fermo di una vigilessa. «La collega era uscita dalla metro piazza di Spagna - spiega - C'è stato un fuggi-fuggi e un abusivo ha perso due borse. La vigilessa, come da prassi, le ha sequestrate, informando subito il comando, via radio. Ma il cittadino del Bangladesh cui appartenevano ha chiamato i carabinieri, che sono intervenuti sul posto». «È diritto-dovere del sindaco di Roma, in qualità di responsabile massimo della Municipale - dice Di Bella - fare chiarezza su un episodio, fortunatamente circoscritto, che poteva assumere risvolti penalizzanti per l'immagine di un Corpo, che malgrado gli altri continuerà nella lotta e contrasto alle forme di illegalità in città, dalla parte dei cittadini e delle regole. Le altre strutture di polizia sono libere di scegliere il loro futuro». Il magistrato, secondo quanto riferisce Di Bella, sentirà la prossima settimana la vigilessa e le registrazioni delle comunicazioni via radio. mpa 111856 giu 10
VIGILI URBANI DEVONO SAPERE DIALETTO,POLEMICHE SU TEST /ANSA SINDACO PICCOLO COMUNE PADOVANO, È UN SERVIZIO PER I CITTADINI (di Roberto Nardi) (ANSA) - BATTAGLIA TERME (PADOVA), 11 GIU - Certo serve conoscere il diritto, le norme commerciali o edilizie, ma in strada tra la gente un vigile deve saper capire anche chi non fa gran uso dell'italiano, e non perchè straniero. Sembra proprio essere questa la ragione che ha portato la giunta di Battaglia Terme a inserire tra i criteri di valutazione per un posto di vigile urbano la «dimostrazione di comprensione della 'parlatà veneta». «Il requisito - spiega il sindaco Daniele Donà - è solo un elemento in più che serve a individuare la persona più adatta a svolgere un lavoro in continuo contatto con persone che usano il dialetto per ogni attività quotidiana». In un paesino di poco più di 4.000 abitanti, dove tutti si conoscono come in tante altre realtà della terra veneta, non è una novità che la lingua 'ufficialè per regolare questioni economiche, rapporti personali, contatti con gli enti pubblici, spesso non è l'italiano ma il dialetto. Allora il requisito inserito nel bando di mobilità interna su richiesta dell'assessore leghista Alfredo Bedin - «ma fatto proprio dalla giunta» dice il primo cittadino, espressione di una lista civica di centrodestra - per il Comune diviene un modo per dare una risposta concreta a un problema reale: chi gira tra la gente ed è al suo servizio deve capirla quando questa parla. Il sindaco non accetta insinuazioni del tipo che in fondo potrebbe esserci un qualcosa di discriminatorio verso chi veneto non è: «E no! Attenzione - ribatte - non è un parametro che riguarda l'etnia o l'appartenenza territoriale». Subito arriva l'esempio: «se c'è un vigile urbano di origine senegalese con cittadinanza italiana o uno di un qualsiasi altro Paese della Comunità Europea che dimostra in sede di esame davanti alla commissione di comprendere bene il dialetto ha gli stessi punti di un candidato veneto». La comprensione della 'parlatà locale, infatti, vale due punti sui 30 complessivi previsti. Se il sindaco manifesta un certo stupore per una questione che «tutto è tranne che un atto di discriminazione» - in considerazione poi che è un bando interno, cioè rivolto ai rappresanti delle polizia locali di altri comuni che vogliano trasferirsi a Battaglia - puntuale si è accesa la polemica. Gian Luigi Beccaria, linguista e professore emerito di Storia della Lingua italiana, dice che bisognerebbe definire «di quale dialetto stanno parlando» visto che il veneto, come il lombardo o il piemontese, 'non esistono. Sono agglomerati di dialetti al loro interno«. Lo studioso vede la proposta come l'ultimo atto della provocazione politica leghista. Pronta la risposta del vicesindaco Alessandro Baldan che ricorda che certo i dialetti sono tanti ma proprio per questo è giusto tener conto di quello che si parla a Battaglia Terme dove spesso »come altrove, lo parlano più di frequente che non l'italiano o l'inglese o il francese«. Sul piano operativo, spiega Baldan, no cambierà niente: i vigili continueranno continueranno a rivolgersi ai cittadini in italiano e »non si vuole introdurre nessun pregiudizio nè per i vigili nè per i cittadini nè per la lingua italiana«. Il requisito è »solo un modo come tanti altri per far sì che Comune e cittadini parlino la stessa lingua«. Da parte sua, il presidente del Veneto Luca Zaia dice di non capire proprio »quale sia il problema«. La proposta, rileva, »esprime semplicemente un'esigenza territoriale, legata al profondo radicamento della comunità nella propria lingua materna. Non significa certo che i vigili siano obbligati a parlare in dialetto, ma che dimostrino la capacità di comunicare e di comprendere il popolo, costituito anche da gente anziana, per il quale si presuppone debbano svolgere un pubblico servizio«. Anche il sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo non ha dubbi: »credo che l'amministrazione di Battaglia abbia visto giusto«. Il bando, intanto, scade il 18 giugno e finora, a detta del sindaco, non sono state avanzate richieste. (ANSA). NR 11-GIU-10
|
|
|
|
| |
| Links Correlati |  |
| Article Rating |  |
| Opzioni |  |
|
Associated Topics
 |
|
| "A ROMA VIGILESSA SEQUESTRA BORSE, AMBULANTE DENUNCIA FURTO" | Login/Crea Account | 0 commenti |
|
| | I commenti sono di proprietà dell'inserzionista. Noi non siamo responsabili per il loro contenuto. |
|
|
|
Commenti NON Abilitati per gli Anonimi, registrati |
|
| 
|