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 Info dal Governo: MANOVRA: LE REGIONI INSISTONO, BERLUSCONI AVVII CONFRONTO

EconomiaMA RELAZIONE TREMONTI SU FEDERALISMO È DEFINITA 'OFFENSIVÀ (di Paolo Teodori) (ANSA) - ROMA, 1 LUG - Le Regioni tornano a chiedere «con forza» l'apertura di un confronto vero con il governo e con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi perchè «non è possibile che l'80% dei tagli imposti dalla manovra ricadano sul complesso delle autonomie locali». Vasco Errani ha colto oggi l'occasione della convocazione straordinaria della Conferenza delle Regioni per rimettere sul piatto della bilancia la disponibilità dei governatori a «fare ognuno la propria parte per la riduzione della spesa complessiva». Ma, al pari di quanto dichiarato ieri insieme ad Anci, Upi e Uncem, è tornato a puntare il dito su un provvedimento «fortemente squilibrato e punitivo delle realtà locali». In un documento presentato oggi, Errani e la Conferenza delle Regioni sono tornati a sollecitare «tutti i responsabili dei diversi livelli istituzionali ad evitare che il confronto, anche aspro, scivoli in una qualunquistica delegittimazione, che rischia di avere come esito la crescita nell'opinione pubblica di un discredito complessivo verso le istituzioni pubbliche».

Le Regioni, ha ricordato, «non vogliono fare la guerra a nessuno, il governo però deve sapere che la pace si realizza trovando un punto d'incontro». Per uscire dall'empasse, ha spiegato, «serve un sussulto, per questo abbiamo chiesto un incontro al presidente del Consiglio». In tema di federalismo fiscale Errani è poi tornato a puntare il dito sui decreti attuativi della legge 42, «che dovranno essere proposti dopo un confronto con le Regioni e con le autonomie locali; e, soprattutto, debbono essere coordinati e contestuali». Del resto, ha spiegato, «il federalismo fiscale è troppo importante per poterci permettere errori». Critiche anche dal Carroccio: «per quanto ci riguarda, come Regioni - ha premesso il governatore del Veneto Luca Zaia - vogliamo continuare a tenere aperto il dialogo con il governo facendo in pieno la nostra parte, ma proprio il governo - ha ammonito - spesso e volentieri ci mette in difficoltà». Soddisfatta del sostegno della Lega la governatrice del Lazio Renata Polverini. «Il documento che abbiamo sottoscritto - ha affermato al termine della Conferenza - è stato condiviso da tutti, anche dagli esponenti leghisti». Poi ha plaudito la presenza nell'ordine del giorno finale di una parte in cui si fa chiaro riferimento «alle specifiche condizioni di alcune Regioni con riferimento ai piani di rientro dai deficit sanitari». Ora serve, ha infatti aggiunto, «una forte compressione della spesa improduttiva a favore di quella per servizi e investimenti, considerando anche le specifiche condizioni di alcune regioni con riferimento ai piani di rientro». È stata accolta invece con estremo disappunto la relazione sul federalismo fiscale fatta ieri a Palazzo Chigi dal ministro Tremonti. Romano Colozzi, coordinatore degli assessori al bilancio della Conferenza e vero e proprio sherpa economico dell'organizzazione, non ha usato mezzi termini: «la parte introduttiva di quel teso l'ho trovata semplicistica, inesatta e offensiva. Non vorrei che certi atteggiamenti fossero anticipatori di una visione da 'mani liberè».(ANSA). TEO 01-LUG-10

MANOVRA:PIÙ DI 40 ANNI PER PENSIONE,MA SACCONI DICE NO/ANSA EMENDAMENTI ALLA MANOVRA, NOVITÀ ANCHE PER 'SOCIALÌ (ANSA) - ROMA, 1 LUG - Dura appena poche ore la novità proposta per emendamento alla manovra sulle pensioni che, dal 2016 (un anno dopo quanto previsto) avrebbe agganciato anche i lavoratori con 40 anni di contributi al sistema delle «quote» con l'allungamento dei tempi di età pensionabile legato all'aumento dell'aspettativa di vita. In pratica in alcuni casi per andare in pensione non sarebbero bastati 40 anni. La proposta, firmata dal relatore, Antonio Azzollini, viene infatti 'rigettatà dopo poco dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che arriva di corsa in Senato, incontra il relatore e poi spiega: «la norma sui 40 anni è stata un refuso. La cancelleremo». La novità aveva già allarmato i sindacati: Vera Lamonica della segreteria confederale della Cgil aveva spiegato che «l'emendamento peggiora la situazione perchè un lavoratore con 40 anni di contributi incappa non solo nella finestra mobile, che significa l'allungamento di un anno, ma anche nell'applicazione dei coefficienti sull'attesa di vita». Si era registrato poi anche l'altolà di Raffaele Bonanni: «ai lavoratori che hanno già raggiunto 40 anni di contribuzione con la manovra correttiva è stato chiesto un sacrificio enorme, applicando anche a loro la finestra scorrevole di 12 mesi. Ora è necessario evitare che debbano subire, dopo il 2015, ulteriori penalizzazioni». E anche la Uil si era espressa in modo critico: «è un ulteriore aumento dell'età di pensione - dice il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti - che penalizza chi ha 40 anni di contribuzione senza per altro aumentare la prestazione pensionistica futura». Poi il dietrofront del ministro: «ne ho parlato con il presidente della Commissione Azzollini - ha detto Sacconi ai giornalisti -. È stato per tutti e due un refuso. Non era intenzione nè del governo nè del presidente della Commissione Bilancio introdurre questa norma». Ma l'emendamento Azzollini introduce anche altre novità: l'aggancio all'aspettativa di vita che l'Istat ogni 3 anni verificherà parte non più dal 2015 ma dal 2016 e riguarda anche le pensioni più basse, cioè quelle 'socialì che il precedente governo Berlusconi aveva innalzato a 516 euro (il vecchio milione di lire). Inoltre slitta di un anno, passando dal primo gennaio del 2015 al primo gennaio del 2016, l'adeguamento periodico dei requisiti di pensionamento all'aspettativa di vita. L'incremento dei requisiti dal primo gennaio 2016 è stimato pari a 3 mesi, evidenzia la relazione tecnica della Ragioneria dello Stato, presentata questa mattina in commissione Bilancio al Senato. Strada facendo si arriva a un adeguamento «cumulato» nel 2050 è pari a 3,5 anni. Cioè nel 2050 si dovrà stare al lavoro fino a 68,5 anni. I risparmi che arriveranno dall'adeguamento sono pari, tra il 2016 e il 2020, a circa 7,8 miliardi. Il «numero di soggetti annui che maturano i requisiti interessati nel periodo 2016-2020 è pari a circa 400mila in media». Per quanto riguarda poi l'adeguamento dell'età delle donne nella pubblica amministrazione «complessivamente» le donne interessate al 2012 dall'innalzamento sono tra le 20mila e le 25 mila donne con risparmi, comprensivi anche della finestra mobile, al 2020 per poco più di 1,4 miliardi. Arriva inoltre un taglio di 87 milioni nel 2011 dei finanziamenti ai patronati che andranno a 'sterilizzarè il previsto aumento (dal protocollo welfare) dal 2011 dei contributi a carico dei lavoratori. Tra le altre novità della giornata l'esclusione degli enti di previdenza privatizzati, tra cui quindi anche l'Inpgi, dalla stretta prevista dalla manovra e la copertura della proroga della sospensione delle tasse per l'Abruzzo che costerà 617 milioni e sarà coperto dal gettito dello scudo fiscale. (ANSA). CN 01-LUG-10

MANOVRA: PROTESTE MONTANO, DA MAGISTRATI A POLIZIOTTI/ANSA REGIONI ED ENTI LOCALI RIBADISCONO IL NO, A ROMA SALTA BALLETTO (ANSA) - ROMA, 1 LUG - Montano le proteste contro la manovra correttiva dei conti pubblici, all'esame della Commissione bilancio del Senato. A levare la voce oggi magistrati, poliziotti, studenti e ricercatori, associazioni dei disabili, prefetti. Regioni ed enti locali ribadiscono le loro contrarietà. E a Roma salta stasera la prima del balletto «Romeo e Giulietta». TOGHE IN SCIOPERO - La giornata di protesta è stata indetta dall'Associazione nazionale magistrati contro i tagli previsti dalla manovra economica per la categoria. Secondo il sindacato delle toghe l'adesione è stata massiccia, tra l'80 e l'85%. PREFETTI IN PIAZZA - «Chiederemo un appuntamento con il ministro dell'Interno Maroni e chiederemo al ministro di difenderci, come ha sempre fatto»: è la richiesta che i prefetti hanno lanciato oggi e di cui si Š fatto portavoce Giuseppe Pecoraro, prefetto di Roma, nella manifestazione a Roma organizzata dal Sinpref (associazione sindacale dei funzionari prefettizi) per dire no alla soppressione delle prefetture e ai tagli alla sicurezza. Misure che, è stato sottolineato, non comporterebbero alcun risparmio. LE REGIONI NON CEDONO - Riunite oggi in una Conferenza straordinaria, sono tornate a chiedere con forza l'apertura di un confronto vero con il governo e con il premier Silvio Berlusconi, perch‚ «non Š possibile che l'80% dei tagli imposti dalla manovra ricadano sul complesso delle autonomie locali». POLIZIOTTI RACCOLGONO FIRME - Volantinaggi in tutte le città e un presidio davanti a Montecitorio di tutte le sigle sindacali, con l'obiettivo di raccogliere le firme (finora sono oltre 100 mila quelle raccolte) e costringere il Parlamento a rivedere la manovra nei punti in cui si prevedono tagli al comparto sicurezza e difesa. I tagli, è stato detto, rischiano di provocare la chiusura di decine di commissariati di polizia e stazioni dei carabinieri. DISABILI SUL PIEDE DI GUERRA - Non si placa la protesta delle principali associazioni di disabili, che confermano la mobilitazione del 7 luglio a Roma. Contestano l'emendamento del Governo sull'invalidità che, dicono, crea una disparit… fra gli invalidi civili parziali: chi è affetto da una patologia singola per la quale Š prevista una invalidit… del 75%, avr… l'assegno anche se non raggiunge l'85% di invalidit…. Chi Š colpito, invece, da due patologie la cui somma d… l'80%, non ha diritto a nulla. Ma ancora pi— grave Š la modifica dei criteri per l'indennit… di accompagnamento, che, dicono, consentir… l'accesso solo alle persone in stato vegetativo o poco più. STUDENTI IN RIVOLTA A ROMA - Mobilitazione all'università La Sapienza contro i tagli. Alla protesta aderiscono anche alcuni docenti. Ma gli studenti del centrodestra protestano contro la mobilitazione degli insegnanti che intendono bloccare gli esami universitari. A Cagliari, i ricercatori dell'ateneo rinunciano per protesta agli incarichi di insegnamento. SALTA IL BALLETTO - Lo sciopero contro il decreto Bondi sulle fondazioni liriche far… saltare stasera la prima, a Caracalla a Roma, del balletto «Romeo e Giulietta». L'agitazione era stata proclamata gi… da giorni e a rischio ci sono ora anche le prime di Aida e di Rigoletto, previste, sempre a Caracalla, per il 15 ed il 28 luglio.(ANSA). AB 01-LUG-10



 
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