 | Segnalazioni: PARTE LA NUOVA STAGIONE DI SPETTACOLI AL TEATRO ARGENTINA |
Sullʼinsegna del suo Globe Theatre, Shakespeare volle incidere Totus mundus agit histrionem, una frase che segna in modo chiaro lo stretto rapporto esistente tra il mondo e il teatro. Da quel luogo che si può assumere come "topos" della fondazione del dramma moderno, a ogni palcoscenico che lo ha seguito, tra quanto vi è rappresentato e quanto ci accade e accade intorno a noi ogni giorno è allora possibile riscontrare una serie di analogie che illuminano aspetti importanti dell'immensa scena su cui agisce il genere umano. E proprio la profondità di questo "luogo" ci impedisce di racchiudere il senso di questa comparazione all'interno di un unico e solo significato. Attraverso le opere di alcuni delle sue più grandi voci, il Teatro Argentina in questa stagione intende presentare diversi aspetti di questo poliedro, nellʼinterpretazione e nella regia di maestri della scena. Per esempio, con i tre spettacoli che compongono il Codice Molière viene proposta lʼattualità di questo grande analista e osservatore del mondo e dei propri simili, autore di un teatro dotato di unʼalta coscienza morale e allo stesso tempo carico di tensione drammatica e comica, in grado di provocare risate, lacrime e sorrisi, allegria e insieme graffianti ironie con unʼeccellente capacità di tenere insieme il tutto, rapportandolo al vivere quotidiano e autentico, più che mai attuale in unʼepoca, la nostra, nella quale è forte il bisogno di spunti di osservazione e di critica, di analisi e di riflessione, di elementi non polemici ma carichi di profondità. Elementi che, probabilmente non a caso, alcuni importanti interpreti e registi del nostro teatro, hanno voluto affrontare nella consapevolezza della possibilità che il mezzo teatrale ha di raccontare la "comedie humaine" toccando con profondità e levità insieme, i temi che ne costituiscono la materia. Il rapporto dellʼindividuo con la società, tra lʼintransigenza di Alceste e lʼopportunismo accomodante di Filinto attraversano Il misantropo, che il Teatro di Roma produrrà per la regia di Massimo Castri e lʼinterpretazione di Massimo Popolizio; il troppo amore per il denaro e le conseguenze di questo nel vivere sociale ne Lʼavaro di Luigi De Filippo; Il malato immaginario con le ipocondrie di Argante che sottointendono una feroce critica alla società, nellʼedizione diretta da Gabriele Lavia. È con queste tre opere che il Teatro di Roma presenta una sorta di Codice Molière, nel quale lʼanalisi e la critica del grande autore francese formano, attraverso tre differenti voci del nostro teatro, una proposta di attualità per mezzo della classicità di un maestro del teatro.
Un altro momento importante nella prossima programmazione del Teatro di Roma sarà la produzione, in collaborazione con Emilia Romagna Teatro, di un classico moderno come Brecht, del quale Claudio Longhi metterà in scena La resistibile ascesa di Arturo Ui, con Umberto Orsini protagonista, parabola allegorica di un affermarsi dittatoriale che non è soltanto analisi storico-politica ma, come il teatro sa fare, inquietante condanna di unʼumanità adulatrice, stupida, ma soprattutto tronfia nell'esibizione crassa delle proprie nefandezze. Altre voci di questo poliedro sono quella di Sofocle che presentiamo in un Edipo re interpretato da Franco Branciaroli per la direzione di Antonio Calenda; di Federico García Lorca, con una Donna Rosita nubile realizzata da Lluís Pasqual; di Samuel Beckett in Aspettando Godot per la regia di Marco Sciaccaluga con Ugo Pagliai e Eros Pagni; di Luigi Pirandello in Vestire gli ignudi nella regia di Luca De Fusco; per finire con la proposta delle Operette morali di Giacomo Leopardi realizzate da Mario Martone e lʼormai tradizionale ospitalità dellʼAterballetto in un Incanto dallʼOrlando Furioso curato da Mauro Bigonzetti su musiche di Georg Friedrich Händel.Anche nellʼambito delle ospitalità internazionale abbiamo voluto presentare lʼattualità di un classico come Shakespeare attraverso la rivisitazione di due fra i suoi più importanti testi, Sogno di una notte di mezza estate ed il mercante di Venezia, realizzati dal serbo Egon Savin e dal macedone Aleksandar Popovski che costituiscono un interessante sguardo sul laboratorio sociale e politico dei Balcani.
INFO: www.teatrodiroma.net - 06/6840001
Biglietteria: Largo di Torre Argentina, 52 06/684000311 mart- dom : ore 10 - 14; 15 - 19 lunedi riposo In assenza di spettacolo lun - sab domenica riposo
Per i concerti dell'Accademia Filarmonica Romana 06/3201752 www.filarmonicaromana.org
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