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 | SANTORI E DE PRIAMO: IMMEDIATA RIQUALIFICAZIONE PER EVITARE NUOVE OCCUPAZIONI |
“L’inizio del trasferimento del campo abusivo di La Martora rappresenta una svolta epocale dal punto di vista della valorizzazione del territorio che deve però avvenire in tempi brevi, al fine di scongiurare il ripetersi di nuovi insediamenti nell’area appena sgomberata. Per questo motivo verrà convocata a breve una commissione congiunta Ambiente - Sicurezza volta ad analizzare i progetti per la realizzazione del Punto verde Qualità, nell’area che insiste sull’oramai ex campo nomadi La Martora, alla quale saranno invitati a partecipare l’Avvocatura comunale, il Dipartimento patrimonio ed il Dipartimento per la tutela dell’ambiente e del verde del Comune di Roma, affinché dal confronto e dalla sinergica collaborazione possano essere risolte in tempi brevi le problematiche ereditate dal passato”
Lo dichiarano in una nota Fabrizio Santori e Andrea De Priamo, rispettivamente Presidenti delle Commissioni Sicurezza e Ambiente del Comune di Roma che plaudono alle operazioni di trasferimento dell’insediamento de La Martora, “un chiaro segnale di come il Piano Nomadi prosegua a spron battuto dopo anni di immobilismo”. “Il progetto per la realizzazione del Punto Verde Qualità prevede la creazione di un parco pubblico attrezzato con strutture destinate ad attività per lo spettacolo, l’intrattenimento, il commercio, il parcheggio, percorsi ciclabili, aree per cani , per la coltura biologica, gli orti urbani e aree giochi per bambini. Dal degrado del campo nomadi La Martora ne nascerà presto un’area naturale di aggregazione per il quartiere, per troppi anni vessato dalle criticità prodotte dall’insediamento abusivo” – concludono Santori e De Priamo.
Roma, 21 luglio 2010
LA MARTORA, AL VIA ABBATTIMENTO BARACCHE: 50 PERSONE TRASFERITE (OMNIROMA) Roma, 21 lug - È con la demolizione delle prime baracche ed il trasferimento di 50 persone nei centri di accoglienza del comune di Roma, che è iniziato questa mattina lo sgombero del campo rom de La Martora, abitato complessivamente da circa 350 persone. Entro l'estate, secondo quanto programmato dall'amministrazione, si arriverà alla chiusura definitiva. Molti i nomadi che hanno atteso l'arrivo del sindaco contenti di trasferirsi in un altro posto, perchè «io per i miei figli non voglio questo», afferma un anziano abitante del campo che a La Martora vive da trent'anni. «Le miei figlie - prosegue ancora - non vedono l'ora di andare via. Vanno a scuola e come possono invitare le proprie amichette di classe a giocare qui? Ho accettato subito l'invito del Comune di trasferirci, io vado dove loro mi dicono». Con lo spirito di chi sta andando in luogo «più accogliente ed umano», dicono ancora, hanno preso positivamente la notizia del trasferimento, anche se tra le baracche, i cumuli di sporcizia e materiali bruciati, una signora grida, arrabbiata perchè non vuole andare via. «Sono malata - dice - devo fare la dialisi e se mi mandano via come faccio a curarmi. Se poi ci mandano a Pontina, lì non c'è neanche l'acqua». Presenti nel campo, oltre alle forze dell'ordine, la polizia municipale ed i rappresenti delle associazioni che operano con la popolazione rom, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, l'assessore capitolino alle Politiche Sociali, Sveva Belviso, il prefetto Giuseppe Pecoraro, il delegato del sindaco per la sicurezza Giorgio Ciardi ed il minisindaco del V municipio, Ivano Caradonna. «Dopo la chiusura del Casilino 900 - afferma Alemanno - questo è il secondo campo tollerato che viene cancellato. Questo vuol dire che il piano nomadi elaborato dal prefetto, in collaborazione con il Comune, è una realtà importante che sta cambiando il volto della città: stiamo portando via persone da condizioni invivibili, senza nessuna garanzia di legalità e sicurezza in campi perfettamente attrezzati. Basta guardarsi intorno per vedere le condizioni infernali in cui vive questa gente». «Il trasferimento - prosegue il sindaco Alemanno - è stato concordato con il coordinamento nomadi ed il comitato di garanzia. Una volta completato il trasferimento de La Martora, il piano nomadi prevede la chiusura di Tor de Cenci e La Muratella». Parlando della possibile destinazione dell'area, una volta completate le operazioni di bonifica necessarie, il sindaco spiega che «con la bonifica si potrà riprendere un vecchio progetto mai realizzato di creare un area, un punto verde qualità, utilizzando i casali abbandonati. Una zona ricreativa, con attività sportive ed altre attività per il quartiere». In merito alle nuove aree previste nel piano nomadi, è il prefetto ad intervenire, sollecitato dai cronisti presenti. «Sicuramente uno non sarà alla Pisana - afferma Pecoraro - che ha già un campo e noi abbiamo sempre detto che non ci sarà più di un campo nei municipi. I nuovi saranno nei municipi in cui si possono attrezzare, dove non ce ne sono già, dove esistono le infrastrutture e dove non ci sono campi attrezzati. In Via della Pisana un campo c'è già, quindi non dovrebbero preoccupasi gli abitanti di quella zona ma i municipi dove i campi non ci sono: lì mi preoccuperei». «Il metodo usato - conclude infine Pecoraro, parlando dell'allontanamento odierno delle prime 50 persone - è sempre lo stesso, la ricerca di un accordo senza mai usare la forza e nessuno vuole imporre determinate destinazioni». «Il piano nomadi va avanti - dice l'assessore Belviso - ed oggi è un tassello importante perchè dopo il fotosegnalamento iniziamo con l'allontanamento dei primi nuclei, in tutto circa 50 persone, ed il trasferimento di questi, gli aventi diritto, nel campi attrezzati del Comune e nei nostri centri di accoglienza, dove sarà loro consegnato anche il Dast». Belviso, ci tiene poi a sottolineare che, «con i trasferimenti nei cinque campi attrezzati, non andiamo ad incrementarne il numero degli abitanti e quindi ad allargare il campo perchè sono molte le persone ed i nuclei che spontaneamente se ne sono allontanate». «Per i trasferimenti - conclude infine Belviso - abbiamo tenuto conto non solo di non divide i nuclei familiari ma anche delle etnie perché vogliamo che nei campi ci siano situazioni di armonia e non di conflittualità».
NOMADI. ROMA, BELVISO: IN UN ANNO POPOLAZIONE CALATA DEL 15 - 20% L' ASSESSORE: DIMINUZIONE SPONTANEA E VERSO ALTRE CITTA'. (DIRE) Roma, 21 lug. - "Nell' ultimo anno la popolazione nomadi di Roma e' diminuita di circa il 15%-20%". Cosi' l' assessore capitolino alle Politiche sociali, Sveva Belviso, a margine delle operazioni di sgombero del campo nomadi de La Martora. "La stima e' dovuta ad un monitoraggio costante di vigili e forze dell' ordine- ha chiarito l' assessore- la diminuzione e' spontanea ed e' indirizzata fuori citta'".
NOMADI:PREFETTO ROMA,NUOVE AREE?IN MUNICIPI DOVE NON CI SONO CRO S43 QBXL NOMADI:PREFETTO ROMA,NUOVE AREE?IN MUNICIPI DOVE NON CI SONO (ANSA) - ROMA, 21 LUG - «I nuovi campi rom saranno nei municipi dove è possibile attrezzarli, dove non ce ne sono già, dove esistono le infrastrutture e dove non ci sono campi attrezzati. In Via della Pisana un campo c'è già, quindi non dovrebbero preoccuparsi gli abitanti di quella zona ma i municipi dove i campi non ci sono: lì mi preoccuperei». Così il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ha voluto tranquillizzare i cittadini di Via della Pisana, che oggi manifestano per dire no all'ipotesi di un nuovo campo nomadi in quell'area. In realtà, Via della Pisana insiste su due municipi, il XV, dove c'è già un campo, e il XVI, che invece ha tutte le caratteristiche necessarie enunciate dallo stesso prefetto per averlo. Dopo il trasferimento dei primi 50 rom dal campo 'tolleratò della Martora, Pecoraro ha ribadito che «nessuno vuole usare la forza, potremmo farlo ma non vogliamo. E per questo abbiamo cercato un accordo con le popolazioni». Prima di iniziare la stesura del piano nomadi «nessuno sapeva alcunchè: chi erano, quanti erano, se avevano precedenti penali o meno. Il censimento fatto è servito a dare più serenità alla città». (ANSA).
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