“L’intervento dei Carabinieri del nucleo Radiomobile di Roma in Via Collatina, che ha consentito di recuperare 15 quintali di cavi industriali in rame rubati in un cantiere dell’alta velocità delle Ferrovie dello Stato, riporta in primo piano il problema dei furti dell’oro rosso e degli altri reati compiuti dai nomadi provenienti dal campo abusivo di via Gino Severini. La strada in questione, oggi chiusa al traffico, è ridotta a teatro di illegalità, insediamenti abusivi, prostituzione, mancanza di igiene pubblica e degrado allarmanti”. Lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, Presidente della Commissione sicurezza del Comune di Roma, che si è appellato agli assessorati competenti “per la riapertura dell’importante arteria di comunicazione del quadrante di Porta Portese Est che necessita di urgenti misure di riqualificazione”.
“Il recupero di via Severini parte dalla necessità di riapertura della via, chiusa al traffico a causa di un incendio doloso divampato il 1 marzo 2009, aspetto che favorisce il proliferare del degrado e delle attività illecite a danno dei residenti. E’ dal 20 aprile del 2009, data della prima nota inviata ad Atac, Ama e agli assessorati competenti, che attendiamo risposte circa la tempistica di avviamento del progetto del nuovo deposito dei Jumbo Tram e della riapertura dell’isola ecologica di Tor Sapienza, entrambe cause che hanno consolidato il provvedimento di chiusura al traffico e consentito il proliferare del degrado” – prosegue Santori.
“L’immobilismo delle autorità competenti ci trova costretti a denunciare nuovamente l’incuria e l’abbandono in cui versa la strada e a chiedere con urgenza l’avvio dei lavori previsti. La riqualificazione della zona e lo sgombero del campo di via Severini rappresentano, infatti, un passaggio obbligato e improrogabile per restituire l’area ai residenti ed evitare che i nomadi continuino a commettere furti come quello del rame recuperato dai Carabinieri” – conclude Santori.”
Roma, 27 luglio 2010
Omniroma-COLLATINA, PRESI 3 'PREDONI ORO ROSSÒ: FERMATI CON 15 QUINTALI RAME (OMNIROMA) Roma, 27 lug - Volevano celebrare in grande stile il ritorno ai «vecchi» affari e così, dopo aver scelto il punto in cui colpire, un cantiere dell'alta velocità delle Ferrovie dello Stato, sono entrati in azione. Questa notte tre cittadini romeni, due dei quali pregiudicati, di età compresa tra i 22 ed i 38 anni, tutti provenienti dal campo nomadi di via Gino Severini sono stati intercettati dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma mentre stavano viaggiando lungo via Collatina. Il 22enne era alla guida di un furgone con targa bulgara insolitamente sovraccarico che veniva «scortato» dagli altri due a bordo di un'auto. Durante il controllo del furgone i militari si sono resi conto che il numero di telaio del veicolo era palesemente contraffatto e la successiva perquisizione ha permesso loro di rinvenire 15 quintali di cavi industriali in rame, nascosti nel cassone dell'automezzo. A quel punto i due complici sull'auto, vistisi scoperti, si sono dati velocemente alla fuga lungo le strade del quartiere Tor Sapienza, dando vita ad un inseguimento con le gazzelle del Nucleo Radiomobile di Roma terminato, dopo pochi km, a due passi dal loro insediamento di via Severini. I veicoli e i cavi di rame sono stati sequestrati mentre i tre romeni, che dovranno rispondere di ricettazione e riciclaggio, sono stati associati al carcere di Regina Coeli a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Omniroma-COLLATINA, CAMILLONI: «LAVORI SOCIALMENTE UTILI PER CHI RUBA RAME» (OMNIROMA) Roma, 27 lug - «Ora non resta che accertare se il rame sequestrato abbia provocato ritardi o disservizi all'utenza e alle società e quindi, conseguentemente, quantizzare i danni provocati dalla loro attività illecita. Bisogna cominciare a fare qualcosa e quel qualcosa è iniziare a far pagare ai responsabili i danni che hanno provocato con il furto del rame. Come? Comminando pene alternative e risarcitorie, quali i lavori socialmente utili, che queste persone hanno causato con la loro attività criminale». Lo ha dichiarato Luigi Camilloni, Presidente dell'Osservatorio Sociale in una nota in merito al sequestro di 15 quintali di rame lungo la via Collatina. «Le continue e brillanti operazioni delle forze dell'ordine - aggiunge - sono la dimostrazione che è giunto il momento di potenziare il monitoraggio di tali attività illecite, ma soprattutto di correre ai ripari, visto che parrebbe dagli ultimi ingenti sequestri che la Capitale d'Italia stia assumendo un ruolo di primissimo piano come epicentro dello smistamento del prezioso metallo nel Paese».