il quartiere dove è nato e dove vive da sempre. Subito dopo la
della Commissione speciale per la Sicurezza urbana.
Il 17 maggio scorso, nel corso della presentazione in Campidoglio
del libro «Vite sicure» di Ilaria Guidantoni, Santori ha accolto, come
una sfida da accettare, la proposta avanzata dal direttore di «Settestrade
» Umberto Cutolo, di utilizzare le tante peculiarità di Roma,
per trasformare la Capitale in un grande laboratorio per la sicurezza
stradale.
Lei ha accettato la proposta di RomaLab, come una sfida. Cosa
pensa che si possa fare?
I dati degli incidenti stradali a Roma registrano un forte calo di morti e
di feriti: meno 9% nel 2008, meno 7% nel 2007, ma la nostra città resta
comunque la prima in Italia come numero di incidenti e di vittime.
Quindi è evidente che su questo tema l’amministrazione comunale
è impegnata in prima persona con tutti i suoi organi: con l’assessore
alla Mobilità, Sergio Marchi, con il delegato del sindaco per la Sicurezza
stradale, Roberto Cantiani, e con la commissione Sicurezza
urbana. Stiamo lavorando per ottenere dei risultati importanti e lo
stiamo facendo con tutte le realtà che vogliono collaborare con noi.
È evidente che su questo la città di Roma può essere un grande
laboratorio non solo nazionale, ma anche internazionale: Roma può
realmente diventare - ho accettato questa sfida anche in un’altra
occasione, ma lo ribadisco adesso di fronte al direttore di «Settestrade
» - un grandissimo laboratorio, con il coinvolgimento di tutte le
realtà - istituzionali, aziendali, associative - che possano in qualche
modo dare il loro contributo ad una maggiore sicurezza sulle strade,
a cominciare, per quanto ci riguarda, dalla nostra Polizia municipale,
dall’Agenzia per la Mobilità, dal Dipartimento per le Politiche della
Mobilità del Comune di Roma, in modo da creare un tavolo di lavoro
per lanciare delle proposte importanti su vari settori che riguardano
la sicurezza stradale.
Quanto tempo ci vorrà, a suo avviso, per poter vedere i primi
risultati?
I tempi non potranno essere molto brevi: attualmente noi stiamo
lavorando sulle emergenze che si sono accumulate nel tempo. È
evidente che questo è un progetto di grande respiro, che deve avere
una fase di progettualità, di analisi e di studio dei vari fenomeni e,
sulla base di questi, arrivare poi a delle proposte. Io credo, però, che
già nell’autunno possiamo cominciare a stilare le prime proposte per
poterne verificare la fattibilità, già dai primi mesi del 2011. Questa
può essere una chiave di lettura realistica dei tempi di un progetto
che ritengo importante e sul quale è necessaria la più ampia collaborazione
possibile».
A Roma circolano 2.544.216 veicoli, poco più del 5% dei 47 milioni
di quanti se ne muovono sul territorio nazionale, ma due volte
e mezzo il numero del circolante di Milano, seconda città in ordine
di classifica.
A Roma avvengono ogni anno 18.181 incidenti stradali: anche
se sono in diminuzione, costituiscono quasi l’8% dei sinistri che
avvengono in tutta Italia; ma sono anche un terzo degli incidenti che
si registrano nelle 14 grandi aree metropolitane del Paese.
Cifre assolute e percentuali che qualunque ricercatore statistico alle
prese con l’analisi di un fenomeno vorrebbe avere a disposizione,
per le loro dimensioni e per la loro concentrazione. Ma quello che il
ricercatore apprezzerebbe ancor di più è la varietà delle situazioni
all’interno delle quali queste cifre vanno collocate e analizzate.
Le strade
La viabilità, ad esempio: a Roma confluiscono le principali strade del
Paese, a cominciare dalle «vie consolari» che da 2 mila anni collegano
la città con il resto del mondo e compresi il Grande raccordo anulare
e l’inserzione di quattro autostrade. Abbastanza scontato per un
Comune che ricopre un’area di 1.285,31 kmq e che è il più vasto non
solo del nostro Paese, ma dell’intera Europa. Ma all’interno di questo
reticolo si annidano, almeno nel loro tratto iniziale, alcune delle tratte
a più alto tasso di incidentalità: la «Via del Mare», la «Via dei Laghi»,
la Nettunense, l’Anagnina, la Pontina.
Dunque strade urbane, strade extraurbane, autostrade, ma anche
strade urbane a scorrimento veloce, strade di campagna, stradine di
città e poi in salita, in discesa, diritte, tortuose, in un intreccio variegatissimo
di inserzioni, ciascuna con una propria tipologia di rischio.
Gli utenti
Altrettanto variegata la tipologia degli utenti, a cominciare dal tipo di
veicolo adoperato. Gli automobilisti veri e propri guidano, a Roma, un
parco che non supera i 2 milioni di autovetture. Il resto sono autocarri,
autobus, motocicli, tutti mezzi con «parenti» capaci di sfuggire ad ogni
statistica e, quindi, ad ogni controllo.
Per esempio, quanti sono i mezzi per il trasporto delle merci che gra-
Nella capitale un campionario di situazioni di rischio anticipatrici di fenomeni delle città future
«È Un progetto di grande respiro che richiede la collaborazione di tutti»
vitano su Roma? Qualunque sia la loro entità, per lo più non fanno
parte del parco circolante della città, calcolato sulle immatricolazioni in
loco. Nel 1999 uno studio della sta (oggi assorbita dall’atac) calcolò
che ogni giorno all’interno delle Mura Aureliane entravano 25 mila
furgoni. Solo stime anche per i 329 mila ciclomotori e le 12mila minicar
(il 15% di quelle circolanti in tutta Italia), ma comunque
entrambe cifre significative, perché costituiscono la risposta della
società ad una mobilità sempre più complessa, che cerca la soluzione
in un veicolo più piccolo, più maneggevole, più parcheggiabile.
In questo Roma è ancora una volta all'avanguardia: la scelta del «più
piccolo» è anticipatrice di quanto sta cominciando a verificarsi in altre
metropoli, a cominciare da Milano. E proprio per questo la Capitale
può essere un autentico laboratorio per la sicurezza stradale.
Studiare in maniera sistematica l'incrocio fra le tipologie di strade, di
veicoli e di utenti, in una realtà come quella della Capitale, vuol dire
avere sottomano un campionario inesauribile di situazioni da valutare
per determinare le tipologie di rischio connesse con le situazioni più
ricorrenti, individuarne le soluzioni, sperimentarle, validarle e proporle
là dove i fenomeni sono ancora allo stadio embrionale. In una parola:
RomaLab.l
Incidenti 2008: roma a confronto
Incidenti Morti Feriti
Roma 18.181 190 24.062
Aree metropolitane 60.323 554 81.288
% su Aree metropolitane 30,1 34,3 29,6
Totale Italia 218.963 4.731 310.739
% su Totale Italia 8,3 4,0 7,7
Circolante 2008: roma a confronto
Autoveicoli Autovetture
Roma 2.544.216 1.923.397
Italia 47.936.938 36.105.183