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 | Approfondimenti: AFGHANISTAN: SCOPPIA ORDIGNO, MUOIONO DUE ITALIANI |
(di Massimo Nesticò) (ANSA) - ROMA, 28 LUG - È ancora un Ied - un ordigno improvvisato - a seminare la morte tra i militari italiani in Afghanistan. Oggi l'esplosione non ha però sorpreso i soldati in pattuglia su un blindato, ma mentre erano a piedi occupati a perlustrare una zona vicino ad Herat dopo avere appena disinnescato un'altra bomba. Lievemente ferita anche una soldatessa. L'escalation di violenza che sta investendo il Paese, dunque, non risparmia la zona Ovest, quella guidata dagli Alpini. Tante le attestazioni di cordoglio, dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano al premier Silvio Berlusconi. ESPLOSIONE UCCIDE DUE ARTIFICIERI - Il fatto è avvenuto nel pomeriggio, in una zona a circa 8 km dal centro di Herat. La polizia afgana individua la presenza di una bomba rudimentale e, come avviene in questi casi, chiede l'intervento degli specialisti artificieri degli Alpini. Parte quindi un team del 3/o reggimento Genio, specializzato nella rimozione di ordigni esplosivi improvvisati: un dispositivo composto da 36 militari su 8 veicoli blindati Lince, uno dei quali in versione ambulanza. Gli artificieri disinnescano la bomba, ma mentre perlustrano a piedi la zona circostante per accertare l'eventuale presenza di altri ordigni, il primo maresciallo Mauro Gigli, di 41 anni, ed il caporal maggiore capo Pierdavide De Cillis, di 33, vengono investiti ed uccisi da una forte esplosione. A seguito dello scoppio riporta lievi escoriazioni anche una soldatessa, il capitano Federica Luciani. Si parla anche di due afgani morti, ma il comando italiano riporta solo il ferimento lieve di un civile. 'IED' PRIMA MINACCIA - Un'inchiesta è in corso per accertare la dinamica di quanto accaduto ed è ancora presto per ipotizzare una trappola.
Quello che è certo è che gli Ied costituiscono la principale minaccia nell'Ovest, per i militari italiani, ma anche per forze armate e civili afgani. Negli ultimi giorni, nella zona di Shindand, gli specialisti degli Alpini, insieme alle forze di sicurezza afgane, hanno disinnescato quattro ordigni esplosivi improvvisati. Si tratta di un impegno quotidiano per gli artificieri del contingente che si servono di mezzi blindati, robot telecomandati, cani, pinze e strumenti sofisticati per disinnescare in sicurezza. Ma l'imprevisto, il pericolo, è sempre in agguato in operazioni del genere, pur affidate a uomini di grandissima esperienza. Le due vittime, infatti, avevano al loro attivo numerose missioni all'estero durante le quali avevano effettuato un elevato numero di interventi di disinnesco di ordigni esplosivi. BERLUSCONI, DOLORE MA DOBBIAMO RESTARE - «Provo dolore» e «sono rattristato per la notizia», è stato il commento di Berlusconi, che ha inviato il proprio cordoglio «alle famiglie» dei militari morti ed ha ricordato che queste azioni «rafforzano l'idea che dobbiamo esserci». Anche Napolitano ha espresso «sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei familiari dei caduti». Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, da parte sua, ha spiegato che quanto accaduto non cambia la missione italiana, perchè «gli impegni internazionali vanno mantenuti, ci sono rischi che sappiamo di correre, ma vogliamo che il loro sacrificio non sia vano e che la lotta contro il terrorismo possa essere combattuta a partire dal 2013 dalle forze afgane in modo che i nostri possano tornare a casa». OPPOSIZIONE, GOVERNO SPIEGHI STRATEGIA - Il ministro domani riferirà alle Camere sull'episodio. Anche dall'opposizione arriva il cordoglio, ma anche la richiesta di riflettere sulla missione. Piero Fassino ha chiesto che «il Governo riferisca al Parlamento sulla situazione in Afghanistan e sulla strategia con cui si intende accelerare un approdo di sicurezza e di stabilità in quella regione». Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, ha osservato che «oggi è un giorno di lutto per tutto il Paese e ogni polemica sulla nostra presenza in Afghanistan risulterebbe strumentale. Per questo, a tempo debito, ribadiremo le ragioni per le quali l'IdV è contraria ad una missione che Š risultata fallimentare, come dimostrato dal dossier diffuso da Wikileaks». (ANSA).
AFGHANISTAN:LA RUSSA;GIGLI EROICO,SALVATI ALTRI SOLDATI/ANSA AD AGOSTO OPERATIVI 17 'FRECCIÀ.007, SITUAZIONE MOLTO DIFFICILE (ANSA) - ROMA, 29 LUG - Nel villaggio di Sali Patra, ad 8 chilometri da Herat, il maresciallo Mauro Gigli - veterano con 14 missioni all'estero, di cui quattro in Afghanistan - è morto salvando la vita agli altri militari italiani che erano in pattuglia con lui per disinnescare l'ennesimo, micidiale, Ied piazzato sulla strada: prima di saltare in aria con il caporal maggiore Pierdavide De Cillis, l'artificiere ha infatti fatto in tempo ad avvisare gli altri che la bomba stava per esplodere, dando così loro il tempo di allontanarsi. È il ministro della Difesa Ignazio La Russa, nel corso dell'informativa del governo al Parlamento sull'attentato di ieri in Afghanistan, a svelare il gesto di «grande altruismo» del maresciallo. Un gesto che ha, molto probabilmente, evitato una strage. «Nel suo comportamento c'è il naturale eroismo - dice - di un militare che sa di dover difendere i propri uomini in ogni circostanza». La pattuglia composta da quattro artificieri e una trentina di uomini di protezione, con otto blindati 'Lincè, ricostruisce il ministro, era stata chiamata dalla polizia afghana per disinnescare una bomba individuata nel villaggio a pochi chilometri da Herat. Dopo aver neutralizzato il primo ordigno, però, Gigli si è accorto che qualcosa non andava. «In base alle prime informazioni raccolte - dice il ministro - sembra che il maresciallo, dopo il primo intervento, ha capito che c'era un secondo ordigno. Ha alzato le braccia, si è girato e con sprezzo della propria vita, invece di allontanarsi di corsa, ha gridato agli altri di allontanarsi, rimanendo sul posto per intervenire insieme all'altro specialista». Ma non solo: Gigli, con il suo corpo, ha protetto il capitano Federica Luciani, di fatto salvandogli la vita: la ragazza, che è sotto shock e che ha già detto di voler restare in Afghanistan, ha riportato soltanto una lieve ferita ad un braccio. Torneranno invece domani le salme di Gigli e De Cillis: l'arrivo è previsto per le 9 all'aeroporto militare di Ciampino e nel pomeriggio si terranno i funerali, nella basilica di Santa Maria degli Angeli. Cosa abbia provocato l'esplosione che ha ucciso Gigli e De Cillis dovranno accertarlo le indagini, anche se è molto probabile che si sia trattato di un agguato. «Sembra che dopo il primo ordigno - ipotizza La Russa - sia stato fatto esplodere da qualcuno un secondo ordigno, quando i militari presenti nell'area erano di più». Una conferma che l'Afghanistan rimane una polveriera. «C'è una situazione di evidente pericolosità e l'estate rappresenta il periodo di maggiore attività dei terroristi» ammette il ministro. Uno scenario che gli 007 hanno sottolineato anche negli ultimi rapporti inviati all'autorità politica. «Il quadro della sicurezza per i nostri militari in Afghanistan - dice il presidente del Copasir Massimo D'Alema - è molto molto problematico e abbiamo ricevuto informative molto preoccupate e chiare dai nostri servizi anche con l'indicazione dei pericoli che poi purtroppo si sono verificati». L'ennesimo attentato realizzato con Ied, che continuano a rappresentare la prima causa di morte per i soldati della coalizione internazionale, ripropone inoltre il problema della sicurezza dei militari impegnati sul terreno. Per questo il ministro utilizza l'informativa al Parlamento per annunciare che dal 1 agosto saranno operativi i primi 17 'Freccià, i veicoli blindati che andranno a sostituire i 'Lincè e che già si trovano in Afghanistan. Più potenti e dotati di maggiore protezione, i Freccia dovrebbero ridurre i problemi. Ma nessuna soluzione, sottolinea ancora La Russa, «potrà eliminare in assoluto i rischi». Quel che è certo è che l'Italia non lascerà l'Afghanistan e, anzi, entro la fine dell'anno saranno 4mila i militari schierati. «Confermiamo pienamente il nostro impegno nella consapevolezza della sua valenza per la stabilizzazione del paese. La natura della nostra missione non cambia» ripete il titolare della Difesa. Anche perchè, «ce lo chiedono i nostri ragazzi e le nostre ragazze in uniforme, con la consapevolezza che il loro impegno e il loro sacrificio non è stato e non dovrà essere vano».(ANSA).
AFGHANISTAN: MILITARI ITALIANI MORTI, INDAGA PROCURA ROMA (ANSA) - ROMA, 29 LUG - La procura di Roma ha aperto un fascicolo processuale sulla morte dei due militari italiani, Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis, avvenuta ieri in Afghanistan in seguito allo scoppio improvviso di un rudimentale ordigno. Gli accertamenti sono affidati al pm Erminio Amelio il quale procede per attentato con finalità di terrorismo. L'intervento della magistratura romana è legato ad una norma che impone ai pm di piazzale Clodio di procedere per tutti gli episodi violenti in cui siano coinvolti, specie in Afghanistan ed Iraq, i militari italiani della forza multinazionale di pace. (ANSA).
AFGHANISTAN: DOMANI IN ITALIA SALME DUE MILITARI ITALIANI NEL POMERIGGIO FUNERALI A ROMA, BASILICA S.MARIA ANGELI (ANSA) - ROMA, 29 LUG - Arriveranno domani mattina all' aeroporto di Ciampino le salme dei due militari italiani uccisi ieri ad Herat, Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis. I funerali si svolgeranno probabilmente nel pomeriggio, nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma.L'arrivo a Ciampino delle salme dei due militari italiani uccisi ieri ad Herat, Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis, è previsto per domattina alle 9. Lo ha reso noto il generale di brigata Emanuele Sblendorio comandante regionale dell'esercito in Puglia. Successivamente i corpi saranno trasferiti nell'istituto di medicina legale del Policlinico militare del Celio e la camera ardente sarà aperta al pubblico nel pomeriggio, non prima delle 16. Infine, il rito funebre ufficiale si terrà alle 18.30 nella basilica di Santa Maria degli Angeli.
AFGHANISTAN: ATTERRATO A CIAMPINO AEREO CON SALME MILITARI (ANSA) - CIAMPINO (ROMA), 30 LUG - Il C-130 con a bordo le salme dei due militari uccisi, maresciallo Mauro Gigli e del caporalmaggiore capo genio guastatori Pierdavide De Cillis, è atterrato all'aeroporto militare di Ciampino. Ad accompagnare i feretri nel viaggio dall'Afghanistan in Italia, il generale di corpo d'Armata Giorgio Cornacchione, Comandante del Comando Operativo di vertice Interforze. (ANSA).
AFGHANISTAN: NAPOLITANO RENDE ONORE ALLE SALME A CIAMPINO ANCHE ALEMANNO E POLVERINI (ANSA) - CIAMPINO (ROMA), 30 LUG - Ad accogliere le salme di Mauro Gigli e di Pierdavide De Cillis, a Ciampino, c'è il capo dello stato Giorgio Napolitano. Con lui, il ministro della Difesa Ignazio la Russa, i presidenti del Senato Schifani e della Corte costituzionale Francesco Amirante, il Ministro Renato Brunetta, il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini e il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Non è presente, invece, il Presidente della camera Gianfranco Fini. Le due bare del primo maresciallo Mauro Gigli e del caporalmaggiore capo genio guastatori, Pierdavide De Cillis, avvolte nel tricolore, sono state fatte scendere dal C-130 portate a braccia dai commilitoni del IX Reggimento l'Aquila. Dopo la benedizione da parte dell'Ordinario militare, Vincenzo Pelvi, il Capo dello Stato si è avvicinato e, deponendo ambedue le mani sulle bare ha reso omaggio ai militari. Quindi le note del Silenzio e il mesto corteo dall'aereo fino ai due carri funebre.
AFGHANISTAN: CAMERA ARDENTE AL CELIO POI MESSA SOLENNE (ANSA) - CIAMPINO (ROMA), 30 LUG - La camera ardente dei due militari periti in Afghanistan sarà aperta al Policlinico militare del Celio di Roma alle 15 fino alle 16.30. Alle 18.30, poi, si terrà il solenne rito funebre ufficiale nella basilica di Santa Maria degli Angeli. (ANSA).
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